Beatles – Let It Be

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Un saggio sui Beatles di Vincenzo Oliva

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Descrizione

Il concerto sul tetto
e le sessioni della discordia

un saggio di

Vincenzo Oliva

Interventi di 

Cristiano Cortellazzi, Rolando Giambelli, Riccardo Russino

Formato 14x21 cm, pagine 302, Euro 20,00

In questo decennio si celebra il cinquantesimo delle tappe fondamentali della carriera dei Beatles: è da poco svanita l’eco della ricorrenza in pompa magna dell’album Sgt.Pepper che già si è passati al White Album e si è in fibrillazione per le altre che restano. L’ultima sarà quella di Let It Be, ultimo album della discografia, ma inciso mesi prima di Abbey Road. La storia di questo disco è particolarmente movimentata, essendo legata a un concerto, l’ultimo dei Beatles, a un film, a un libro e, soprattutto, allo scioglimento del gruppo…

Vincenzo Oliva, con la pubblicazione di questo nuovo libro, ci fa un altro bellissimo regalo, raccontandoci gli ultimi momenti di una storia meravigliosa e gli ambiziosi progetti nati proprio nel periodo più difficile per i Beatles, con i rapporti interpersonali che si deterioravano rapidamente e inesorabilmente, provocando la fine precoce di una storia durata poco più di otto anni, una fine mai accettata da parte di tutti noi Beatles Fan fino a quei tragici cinque colpi di pistola sparati a John Lennon a New York l’8 dicembre 1980.
Rolando Giambelli (fondatore e presidente dell’associazione beatlesiani d’Italia)

Vincenzo Oliva ci guida in questo viaggio appassionante, meno noto di quanto generalmente si pensi, e lo fa con le consuete dosi di chiarezza e competenza a cui ci ha abituato ormai da tempo.
Cristiano Cortellazzi (studioso e storico dell’universo legato ai quattro di Liverpool, moderatore della pagina FB Beatlesiani d’Italia)

Il libro che avete in mano riempie un vuoto nella bibliografia italiana dedicata ai Beatles: racconta e analizza uno dei periodi più complicati della storia del gruppo di Liverpool, quello che va dal 2 al 31 gennaio 1969.
Riccardo Russino (giornalista)

Questo libro è stato recensito su Classic Rock, 2018

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 14 × 21 cm
isbn

9788885798045

copertina

progetto grafico di Romeo Vernazza, editing fotografico di Chiara Fornelli

6 recensioni per Beatles – Let It Be

  1. Lucia

    “L’autore riporta tutte le centinaia di canzoni provate dai Beatles nel gennaio del 69, le battute incluse nel film e le litigate, e in un bellissimo capitolo emblematicamente chiamato ‘E la musica scendeva come pioggia dal cielo grigio’, ci narra l’intero concerto sul tetto di Londra, compresa la parte tagliata dal film. Cercavo un punto debole del libro, ma non l’ho trovato. Anzi sì: è finito troppo presto!”
    Lucia

  2. clacalabro76

    “Se siete fan dei Beatles questo libro non può mancare nella vostra biblioteca. Tra l’altro è il primo volume italiano che tratta questo argomento. E se siete fan dei Rolling Stones, leggetelo lo stesso: ci sono anche loro. Il capitolo dedicato al loro concerto di Altamont è bellissimo!”.

  3. cavaciocchid

    il periodo piu controverso e drammatico dei Beatles analizzato in maniera ammirevole. si capisce bene perchè si arrivò alla dissoluzione della piu grande band di sempre e forse porrà fine a tante, troppe speculazioni fasulle.giorno per giorno vengono raccontate le session che poi produrranno Let it be e il concerto sul tetto, i dissidi finanziari e organizzativi, la nascita di abbey road e le ultime battute. viene dato ampio spazio alle canzoni suonate, centinaia, ai dialoghi, ai dischi pirata successivi e a let it be naked del 2003, ma anche agli scherzi tra i 4, le battute, il cameratismo e la passione per la musica che ancora resistevano. da leggere assolutamente

  4. filyishere

    Mancava.
    Un libro cosi non esisteva e Vincenzo Oliva copre un “buco” informativo notevole. Chi conosce i Beatles è sempre rimasto affascinato da quel Gennaio 1969. Negli anni 70 chi possedeva un disco pirata (cosi chiamavamo i bootlegs eh…) con i Beatles in studio in quel lontano Gennaio …possedeva un must. Sentivamo i dialoghi che Vincenzo ha analizzato; sentivamo le prove embrionali di quelli che poi diventeranno capolavori della musica rock e che Vincenzo ci fa conoscere scavando dentro a quei minuti passati in studio a Londra. Ti sembra di essere li con loro, te li immagini stanchi ed annoiati, pronti ad andarsene, eppure a parte qualche incomprensione sono rimasti li a suonare. E che suonare ! Ma Vincenzo va oltre e ti spiega i caratteri dei 4 amici, ti fa capire che alla fine erano 4 ragazzi del tutto normali con il dono della melodia e che nessuno poteva batterli; Vincenzo ti fa entrare in quel periodo storico, gli anni che passano e la consapevolezza di non essere piu i Beatles di please please me, l’arrivo di altri gruppi, la fine di un sogno durato un decennio, pace , amore e di tutto di piu. ……., la fine di un era che porterà all’inizio degli anni 70, a periodi oscuri. ma musicalmente interessantissimi. E i nostri Beatles che da singoli continuano a sfornare successi nati quasi tutti in quel lontano Gennaio del 1969. Dirvi di comprare il libro di Vincenzo Oliva è talmente superfluo che mi vergogno di scriverlo. Dico solo questo: prendete il cd o il vinile di Let it be e iniziate a leggerlo.

  5. jetroger

    Si fa presto a dire “hanno suonato sul tetto”. Il buon dott. Oliva con le sue descrizioni meticolose ci porta dentro all’atmosfera pesante che si respirava a Twickenham prima e (in misura minore) agli Apple Studios poi. Quasi un “tutte le session minuto per minuto”, i battibecchi leggendari, l’onnipresente Yoko, uno che sprona la truppa e il resto che galleggia nell’apatia, e tantissimo altro. Ogni capitolo del libro analizza i vari aspetti dell’intera questione, dando un quadro che davvero più completo non si può. Il momento topico del concerto finale, poi, davvero sembra quasi di riviverlo: la preparazione, il marasma generale, la ressa che comincia a formarsi per le strade, la polizia che ferma il tutto immediatamente……. oppure no?
    Le chicche si sprecano, ho trovato interessante la questione delle epurazioni di Allen Klein, alcune davvero vergognose come quella di Alistair Taylor o quella, poi rientrata causa intercessione degli stessi Beatles, addirittura di Neil Aspinall. E il dirigente che si giocò la cosa a tennis?????
    E poi il team di artisti che dipinsero, tra le altre cose, la Rolls Royce di Lennon, la “spesa” di Alan Parsons per il concerto, i tecnici della EMI fermati nottetempo dalla polizia, i continui link tra un capitolo e l’altro, tra un personaggio e l’altro…..
    Certo, un ultra fanatico dei 4 di Liverpool troverà questo libro soddisfacente, ma potrebbe essere lo stesso per chi è a digiuno di questi argomenti. Anche perché la lettura fila via che è un piacere.
    Complimenti all’autore!

  6. harrybudini

    Paul tenta di tenere unita la Happy Family (così la battezzano i King Crimson nell’omonimo pezzo da Lizard del ’70), ma oramai è troppo tardi: gli equilibri interni sono cambiatu, le ambizioni maturate e le campane nuziali rintoccano per la vecchia ganga, insieme a quelle per l’imminente funerale dei quattro. Le session per Let It Be si trascinando quindi in qualche modo tra frizioni e defezioni, per produrre del materiale poco convinto che verrà rabberciato con qualche eccesso da Phil Spector. Prima però i quattro si congederanno con il mitologico concerto sul tetto della Apple. Il tutto narrato coinvolgentemente e con puntualità da studioso da Vincenzo Oliva, il quale non ci nega contestualizzazioni storiche e giustapposizioni con il tragico concerto di fine sessanta dei rivali-amici Stones. E senza negarci nemmeno lo spasso di una raccolta delle migliori gag delle sedute, la precisione archivistica della lista con tutti i brani provati durante le session, i travagli delle prime versioni del disco (ancora intitolato Get Back) approntate da Glyns Johns, l’emergere della becera e infida figura di Allen Klein sui conti dei Beatles ad allargare i dissidi interni, e chi più ne ha, più ne legga.

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