A come ateotelica

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Glossario di politica e laicità. Di Carla Corsetti.

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Descrizione

Un contributo di Carla Corsetti

200 pagine - 14x19cm

Non si può non sostenere la lettura di questo testo, per la lucidità con cui sono espressi i paradossi delle nostre culture nazionali non laiche e spesso malintenzionate. Ciò non significa condividerne necessariamente i contenuti, ma bisogna essere fessi per pensare che due persone sulla Terra la pensino allo stesso modo su ogni cosa. Su molti dei temi proposti dalla Corsetti potrei non essere d’accordo, ma su tutti e sottolineo tutti i capitoli di questo libro trovo spunti di riflessione così crudelmente lucidi che mi spingono ad aderire a questo testo, a farne spunto, a rimettere in discussione le mie opinioni, che è ciò a cui dovrebbero servire le opinioni se non vogliamo che diventino dogmi.

(dalla prefazione di Natalino Balasso).

Leggi la voce “Ateotelica”

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 19 x 14 cm
pagine

200

isbn

9788897309512

copertina

di Pina Orsini

2 recensioni per A come ateotelica

  1. Valutato 5 su 5

    Fragorosi pensieri in “A come ateotelica”
    Ardua è l’impresa di riuscire a cogliere altri frutti da questa seconda opera di Carla Corsetti: “A come ateotelica” è, infatti, il secondo glossario delle opinioni, dopo “A come atea” testo che portava la mia prefazione, (“L’inciviltà dell’irrazionalità”). Leggendo quest’altra sinfonia di parole pregna del messaggio sull’ateismo fondamento della costruzione critica di ogni individuo razionale, sono stato di nuovo catturato dal sogno di giustizia e dalla favilla della speranza che la penna dell’autrice scatena.
    Prima di questa lettura intuivo parecchie cose della realtà sociale e politica che affronto ogni giorno nella mia vita di italiano ma era tutto un po’ affastellato e tenuto assieme forse dalla presunzione di una sufficiente saggezza, a volte dal sentimento. Tanto, mi dicevo, il mio cuore la sa lunga (Povero ingenuo!). È stato proprio alla fine della lettura di quest’altro gioiello di saggistica politica e sociale che ho capito la differenza.
    L’esempio più eclatante: la Gendarmeria Europea. Non ne avevo mai sentito parlare. Eppure leggo ogni giorno il quotidiano “la Repubblica”, spesso anche il “Manifesto” e il “Fatto quotidiano”, assisto a quasi tutti i talk-show televisivi della terza rete e della 7. Ebbene, della Gendarmeria Europea non mi era mai capitato di sentirne parlare. Eppure è stata introdotta nel 2007 e ratificata con voto unanime da parte di Olanda, Francia, Spagna, Portogallo e Italia nel 2010. Dunque, le comunicazioni dei gendarmi europei non si possono intercettare. Se i gendarmi europei arrecano danni, nessun malcapitato può essere indennizzato. Nessuno può mettere sotto inchiesta i gendarmi europei. Questi gruppi di poliziotti sono come gli 007, hanno licenza di combinare qualunque cosa, lecita o illecita perché «in situazioni di minaccia alla stabilità politica, le unità di polizia “robusta” specializzate nei “compiti di stabilizzazione” sono estremamente utili!»
    Pagine che lasciano il segno sono quelle dedicate allo Ius Soli; c’è un paragrafo in cui l’autrice ci offre una luminosa lettura della parola “leggi”: «Le leggi servono per arginare gli istinti, se non reprimerli quantomeno ordinarli; servono anche per orientare le società verso sistemi più evoluti, creando le premesse per il superamento delle barriere ideologiche.»
    E pensare che io ho dovuto scrivere ben tre romanzi storici, oltre 800 pagine, per cercare di offrire al lettore quello che ha significato la nascita e la funzione della chiesa cattolica per la specie umana, ho raccontato il programma dei padri fondatori della chiesa (Ambogio, Cirillo, Agostino): tenere sotto controllo la diffusione del Sapere, impedire la diffusione della Conoscenza in mezzo al popolo per tenerlo mentalmente schiavo. Ho cercato tutte le soluzioni della nostra lingua per dare un’idea più vicina possibile all’orrore che si annida nello stato più pericoloso e ipocrita della storia umana, raccontando i roghi delle biblioteche e di tutte le creature che hanno lottato per il Libero pensiero, e non per i pensieri in libertà mentre Carla Corsetti, con poche precise parole rende chiaro il progetto nefasto di questo piccolo velenoso stato, in particolare dei gesuiti: «La loro ossessione è il controllo della cultura perché attraverso quella si gestisce la formazione delle classi dirigenti.» Ed ha smascherato il dittatore vaticano, il monarca straniero Bergoglio che nella legislazione vaticana ha sancito sì che la tortura è un reato (e c’era bisogno di una simile ventata “rivoluzionaria” nel 2014? Se fosse stata applicata nel medioevo sino al 1804, anno in cui Napoleone chiuse los quemaderos di Siviglia, gli altiforni in cui – dagli inquisitori – a fuoco lento, venivano cotti i poveri eretici allora sì che sarebbe stato un monarca progressista!) ed ha sancito pene più severe per la pedofilia ma, parallelamente, ha reso più severe le pene per chi rivela i contenuti di atti secretati e guarda caso, le vicende di pedofilia clericale sono “atti secretati” e quindi, sì faccio finta di aumentarti la pena ma faccio in modo che il reato non venga alla luce!
    Che brava, Carla Corsetti, e noi restiamo attoniti, analizzando con quanta semplicità smaschera il dittatore straniero le cui operazioni di pulizia non sono altro che di facciata, tese a consentire al nostro diabolico stato confinante di uscire dalla lista nera dei Paesi dove si svolgono le operazioni finanziarie del crimine internazionale.
    Emergono poi, da questo libro-denuncia, considerazioni profonde, nei riguardi della condizione e del ruolo della donna. Le pagine riservate alle donne cinesi rappresentano un racconto agghiacciante e poco conosciuto, anche al sottoscritto che ha fama di essere un esperto di queste problematiche. La fasciatura dei piedi delle bambine, sfortunate creature che crescono mutilate, e le più sventurate sono quelle povere, che fino a 10 anni devono lavorare e poi, solo poi, gli vengono fratturate le ossa col rischio di morire. E succede che oggi, in Cina, di fronte a 108 maschi vivono solo 100 femmine. Ma al vertice delle imprese più redditizie i cinesi hanno inserito delle donne, perché sono più brave e le imprese vanno a gonfie vele, così come nel Nord Europa dove ai vertici di queste nazioni c’è una maggioranza ch’è donna perché le statistiche riportano ormai in modo certo che più donne ci sono al comando e più è alto il PIL di quella nazione! Ma nessuna pietà si muove per le povere bambine indiane sventurate creature, nate nella nazione dov’è secolare il sistema religioso delle caste, dove ogni bambina deve portare una dote al momento del matrimonio, e accade che tra la povera gente, le bambine vengano sacrificate, lasciate senza mangiare e lasciate morire. In India scompaiono 250.000 bambine all’anno nemmeno il nazismo è riuscito a sterminare così tante piccole innocenti! La percentuale in India è attualmente di 833 femmine ogni 1000 maschi. In un ventennio in India sono scomparse tra i 5 e i 10 milioni di bambine, povere figlie di un dio minore.
    E in questo duro viaggio nella follia e nell’ingiustizia, la nostra Carla Corsetti cerca di farci ragionare perché “è essenziale mantenere, quale filo conduttore, un criterio di razionalità nella percezione degli eventi e degli accadimenti”, di spingerci ad essere critici, di farci evitare i facili innamoramenti o il facile abbracciare una causa, esamina la genesi e i colpevoli dei fenomeni che tratta, rivolgendo l’indice accusatorio alle pratiche religiose, alla letteratura, alla stampa connivente e consenziente, affinché siano sempre più numerose le donne che trovino la forza di sottrarsi alla bestialità dei loro carbefici.
    Dopo aver interiorizzato la lucida rabbia verso questo mondo devastato dall’ingiustizia e dalla follia dell’uomo e segnato dalla remissività della parte sana ma consenziente dei popoli (e del nostro in particolare), mi resta incancellabile il ricordo che Carla fa della nostra comune amica Margherita Hack, dedicandole due pagine che la grande scienziata sicuramente avrebbe approvato con quel suo sorriso pacato ma sincero, e il suo sguardo pulito, grondante di razionalità calda, vitale, di saggezza che derivava da una donna che aveva tuffato la mente nel cosmo, che lo aveva studiato, ben conscia di essere nient’altro che una delle tantissime creature di questo Universo infinito, una creatura fortunata che aveva avuto l’improbabile dono matematico di nascere, di conoscere la vita. Quante cose in comune hanno Carla Corsetti e Margherita Hack, entrambe orgogliose lottatrici e testimoni di un palpito sovratemporale di tensione ideale protesa verso il principio di laicità. Entrambe rappresentano un riferimento impareggiabile di emancipazione e razionalità. La tensione unitaria di questo singolare “glossario delle opinioni” è un messaggio annidato fra le righe di “A come ateotelica”: è stato scientificamente provato che noi esseri umani, come e più degli altri mammiferi, ci sentiamo bene e siamo felici quando collaboriamo l’un l’altro per costruire una società migliore, in cui l’uguaglianza e la giustizia siano il nostro pane quotidiano. Noi, come i castori e i lupi, se ci aiutiamo l’un l’altro, ci sentiamo bene e siamo felici. Il Bene ce l’abbiamo dentro il sangue. Noi non abbiamo bisogno di preti e stregoni per poter accedere a questo fatto naturale: è scaturito dalla nostra evoluzione, è parte del nostro corpo, del nostro sangue. Madre Natura ha seguito il nostro cammino evolutivo e ci ha fatti nascere affinché ci volessimo bene, per essere felici. È questo che, a mio parere, si cela tra le righe di “A come ateotelica”.
    Adriano Petta
    23 maggio 2014.

  2. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Un grazie di cuore al signor Adriano Petta, per la sua straordiaria recensione all’altrettanto straordinario libro della Corsetti, sono certo che questi sono i passi giusti che riusciranno a cambiare la storia attuale con qualcosa di migliore per il futuro, poichè scrivere come come Carla Corsetti e Adriano Petta, non può fare a meno di tracciare solchi profondi nella mente di coloro che sanno usare il libero pensiero, quindi grazie!.. grazie…di cuore.

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