L’Editoriale dell’EditorA, 28 giugno 2016

     Secondo un rapporto Unicef, nel 2030, moriranno 69 milioni di bambini per cause prevedibili; 167 milioni vivranno in povertà; 750 milioni saranno le spose bambine e 60 milioni saranno esclusi dalla scuola primaria. Sono cifre enormi, perfino inimmaginabili, probabilmente sempre esistite ma adesso le sappiamo e sappiamo anche perché molti preferiscono fare una vita di miseria qui che aspettare una morte certa lì.
Al Cairo gli studenti hanno manifestato davanti al ministero dell’Istruzione dopo la cancellazione di alcuni test degli esami di maturità. Tutto è nato dalla pubblicazione, su alcuni social media, dei quesiti e delle risposte. Gli studenti chiedono le dimissioni del ministro dell’Istruzione e l’arresto di alcuni funzionari responsabili della fuga di notizie. Il ministro El-Helaly El-Sherbiny ha detto che non si dimetterà e che dieci funzionari sono già sotto interrogatorio. Questi stranieri vengono in Italia e imparano subito tutto da noi, anche a non dimettersi.
La lettera d’amore mai spedita e scritta a mano a un’amante dal presidente americano John Fitzgerald Kennedy è stata battuta all’asta, a Boston, per quasi 90 mila dollari. Se muoio io, vi prego di non spulciare la mia roba e di non guardare la mia chat…
Il padre di una delle vittime di Orlando non ha voluto ritirare la salma del figlio. Il ragazzo è fortunato a non poter più sapere cosa succede e il padre non è degno di questo nome solo perché è riuscito a mettere incinta una donna. Mi auguro che la vita lo riempia di rimorsi e che riesca a rendersi conto di tutto il bello che ha perduto della paternità a causa della sua cronica ignoranza.
In Sardegna, più precisamente a Oristano, non hanno gradito delle installazioni artistiche che ritraevano amori omosessuali. Le foto sono state rimosse. Di peggio è successo a Palmas Arborea in cui l’opera “49 baci omosessuali in memoria delle 49 vittime della strage omofoba di Orlando” è stata strappata e bruciata. Non commento l’accaduto ma sospetto che chi non ha gradito l’ha fatto con le foto solo perché bruciare gli omosessuali ormai è reato. Da Oristano è partita una petizione, sono state raccolte 500 firme e l’indignazione si è sollevata nel web. Aspe’… Mi spiace, faremo ripartire l’indignazione a fine europei, ora c’avemo da fare!
Una ragazzina, nel salernitano, è stata violentata da cinque pezzi di merda, tutti minorenni e, a detta dei giornali, ragazzi normali. Non so se sia il caso di rivedere il concetto di normalità, questa non è una “ragazzata” come ha detto il genitore mononeuronico di uno dei “ragazzi normali” ed è qualcosa che ha molto a che fare con l’educazione e non sono d’accordo sull’educazione sentimentale che molti propongono nelle scuole, non si deve delegare alla scuola ciò che compete alla famiglia, l’insegnamento migliore rimane sempre l’esempio. Ammiro la ragazzina, grazie alle donne come lei il mondo diventerà migliore; grazie a lei, pezzo dopo pezzo, crollerà quest’omertà di merda che ha visto sempre l’uomo cacciatore e la donna preda/oggetto.
Altra storia assurda ed evitabile: è stato ritrovato in un frigorifero il corpo di una donna, è successo a Modena. Ed è una storia che si ripete: lei aveva denunciato lui ma a quanto pare non è servito; lui l’ha ammazzata, probabilmente in una delle tante violenze su di lei. E mentre continuano a consumarsi violenze, perché quelle che sappiamo sono una goccia in mezzo all’oceano, a Roma chiude il centro <<SOS donna>>. È scaduto il bando del centro antiviolenza e, come nelle migliori delle tragedie, non c’è stata alcuna proroga. Su questo c’è poco da dire. Era un sostegno essenziale, di donne che subiscono violenze ce ne sono tante e tante non riescono a uscirne da sole. L’unica cosa da augurarsi è che qualcuno in Campidoglio si ricordi che Roma ha problemi di spazzatura ma anche di merde umane che usano scaricare la propria frustrazione su chi non è in grado di difendersi.
C’è vita dopo la morte ed è una bella notizia. C’è vita, ma non in senso religioso. Il DNA continua il suo lavoro anche dopo la morte dell’organismo, almeno per quatto giorni. Questo potrebbe essere un grande passo avanti per la conservazione degli organi da trapianto. Lo studio è del microbiologo Peter Noble, dell’università di Washington a Seattle, per ora pubblicato sul sito BioRxiv, che non richiede la revisione della comunità scientifica, e citato sul sito della rivista Science.
Ho scritto un editoriale lunghissimo e me ne scuso. Ho tralasciato tante altre cose importanti e soprattutto non ho parlato delle zanzare e delle mosche che sono arrivate ad allietare la mia sudata estate di merda; non ho parlato del caldo, che detesto, ma devo accettare e ho evitato di parlare delle mie attese del bus in zone dove non c’è un filo d’ombra. Ovviamente di tettoie per ripararsi, neanche a parlarne, noi ci tempriamo e ci facciamo l’abbronzatura perfetta, in città! Ho anche evitato di parlare delle bombe chimiche portate illegalmente sotto le ascelle da tante persone e non ve lo dirò; come non vi dirò che mettere profumi dolciastri e vestiti sintetici non vi aiuterà a socializzare nei bus.

By | 2016-10-20T11:35:57+00:00 28 giugno, 2016|Editoriali dell'EditorA|1 Comment

Un commento

  1. Nidia38 28 giugno 2016 al 23:48

    Fantastica editorA, come sempre ?

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